Alluce rigido

Che cos’è l’alluce rigido?
E’ un’artrosi dell’articolazione tra l’alluce e l’osso che ne è alla base (1° metatarsale). Come in tutte le articolazioni, le estremità delle ossa sono ricoperte dalla cartilagine articolare che consente alle ossa di scivolare fluidamente una sull’altra durante i movimenti. Se però le superfici articolari diventano irregolari, durante i movimenti si crea attrito e questo porta alla progressiva scomparsa della cartilagine. Nelle fasi finali, le due ossa entrano direttamente a contatto tra loro e si deformano con la comparsa di sporgenze (osteofiti). Nell’alluce rigido gli ostefiti si localizzano soprattutto sul dorso dell’alluce e provocano una netta riduzione dei movimenti del dito durante il cammino, oltre che attrito contro la scarpa.

Quali sono le cause?
Può essere la conseguenza di un trauma (una frattura o una distorsione) che abbia provocato una lesione della cartilagine articolare, oppure una progressiva degenerazione di quest’ultima.

Cause predisponenti possono essere la conformazione del piede ed il modo di camminare che portano a ripartire in modo squilibrato le sollecitazioni che si generano durante il cammino.

Quali sono i sintomi?
Il principale è il dolore, specie mentre si cammina. Se poi cercate di muovere l’alluce con la mano, vi accorgerete che è meno mobile dell’altro e che, se provate a tirarlo verso di voi, fa male.

Diagnosi
In genere, è sufficiente esaminare il piede e testare i movimenti dell’alluce. La certezza però, la si ha solo esaminando le radiografie che permettono anche di stabilire quali sono il grado e l’estensione dell’artrosi.

Trattamento – conservativo
E’ basato sull’uso di farmaci anti-infiammatori e condroprotettori (es. La glucosamina, il condroitin solfato, il metilmetanosulfumato). L’ortopedico potrà eseguire delle infiltrazioni con l’acido ialuronico ma, soprattutto, vi istruirà a mobilizzare l’alluce per ogni giorno per qualche minuto.

Se la patologia è in una fase iniziale, questi trattamenti, insieme all’eventuale uso di plantari, saranno sufficienti ad eliminare il dolore ed a rallentare la progressione della malattia.

Trattamento – chirurgico
Cheilotomia: si utilizza nei gradi iniziali, quando non si sono avuti risultati con il trattamento conservativo. L’ortopedico esegue un’incisione di 4-5 centimetri alla base dell’alluce ed asporta le escrescenze ossee (osteofiti) che limitano il movimento.

Artroplastica: si esegue in caso di lesioni più avanzate. L’obiettivo è quello di ristabilire un certo spazio tra l’alluce ed il 1° metatarsale in modo da consentire il recupero del movimento ed eliminare il dolore. L’ortopedico esegue un’incisione di 5-6 centimetri alla base dell’alluce ed asporta le escrescenze ossee (osteofiti) che limitano il movimento. Poi rimuove la parte danneggiata alla base della 1° falange ed inserisce un bottone di titanio (detto anche “spaziatore”) per mantenere lo spazio ricreato tra le due ossa. Il bottone è tenuto in posizione da un filo di metallo che fuoriesce dalla punta dell’alluce e che verrà rimosso dopo 3 settimane, in modo del tutto indolore. A distanza di 5-6 mesi, con una piccola incisione si asporterà anche lo spaziatore.

Artrodesi:  nei rari casi di lesioni molto gravi, la falange alla base dell’alluce ed il 1° metatarsale vengono fusi tra loro, creando un unico osso ed eliminando così il dolore. L’ortopedico eseguirà un’incisione di 6-7 centimetri alla base dell’alluce, asporterà le superfici articolari danneggiate e gli osteofiti e poi metterà a contatto le due superfici ossee in una posizione funzionale bloccandole con due viti. Infine chiuderà la ferita ed applicherà uno stivaletto di resina o di gesso.


Riabilitazione dopo l’operazione
Cheilotomia: dovreste essere in grado di camminare subito dopo l’operazione, con una speciale scarpa aperta anteriormente e che scarica il peso dall’avampiede. Sarete poi istruiti ad eseguire giornalmente degli esercizi per mobilizzare l’alluce.

Artroplastica: dovreste essere in grado di camminare subito dopo l’operazione, con una speciale scarpa aperta anteriormente e che scarica il peso  dall’avampiede. Una volta rimosso lo spaziatore, dovrete eseguire giornalmente gli esercizi di mobilizzazione dell’alluce.

Artrodesi: sarà opportuno utilizzare due stampelle per camminare per il primo mese. Poi l’ortopedico rimuoverà lo stivaletto ed eseguirà una radiografia per controllare che la fusione sia in corso. Se tutto procede bene, potrete iniziare a camminare senza stampelle, ma con la scarpa post-operatoria. Un nuovo controllo radiografico sarà eseguito a 3 mesi dall’operazione.


Quando tornerò alla normalità?
Cheilotomia: se svolgete un lavoro sedentario potrete tornare in ufficio dopo pochi giorni, se invece il lavoro è di tipo manuale, dovrete attendere 2 settimane.  Potrete riprendere la guida dell’automobile dopo 10 giorni e tornare a praticare attività sportive leggere dopo 1 mese.

Artroplastica: Se svolgete un lavoro sedentario potrete tornare in ufficio dopo una settimana, se invece il lavoro è di tipo manuale, dovrete attendere 4 settimane. Potrete riprendere la guida dell’automobile dopo la rimozione del filo metallico (3 settimane) e tornare a praticare attività sportive leggere dopo 1 mese.

Artrodesi: una fusione ossea completa richiede, in media, 3 mesi. Coloro che svolgono un lavoro sedentario possono riprendere dopo una settimana, mentre i lavoratori manuali dovranno attendere 3 mesi.